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Battesimo del Signore 

 

Questa festa che compie il ciclo natalizio dell'anno liturgico, ci consegna lo stile dell'incarnazione, indicandoci con chiarezza quale deve essere lo stile della nostra vita, se vogliamo che la ricchezza del mistero celebrato risulti significativa per il nostro tempo. Il fiume Giordano richiama il primo esodo che dal passaggio del Mar Rosso si conclude nel guado del Giordano: Gesù è il nuovo Giosuè (in greco Jesùs), che introduce tutta l'umanità nella terra della libertà. L'immagine stessa della colomba, cui viene paragonato lo Spinto, può confermare il senso di un nuovo esodo; si pensi al ruolo dello "spirito-vento” nell'aprire le acque del Mar Rosso. La discesa dello Spirito su Gesù equivale alla sua unzione come Messia, con tutta l'autorità, la sapienza e la santità per adempiere questa missione: è Lui il Re, il nuovo Isacco, il Servo di JHWH, il Figlio amato nel quale il Padre ha posto tutta la sua gioia. Gesù entra nella mischia dei drammi umani, si immerge nell'abisso del peccato, affinché tutto quanto da Lui è assunto venga anche redento. In fila tra i peccatori, Lui si fa peccato, come dice S. Paolo, perché noi diventiamo giustizia per Dio. La missione di Gesù è missione di Figlio inviato a rivelare il Padre e il suo amore, nel quale chi crede può diventare figlio di Dio. Il battesimo di Gesù è quindi intimamente connesso con il nostro battesimo: Lui non prende le distanze da un'umanità peccatrice, ma si fa prossimo ad essa per mostrare la totale vicinanza di Dio. In Gesù il totalmente Altro, lontano e inconoscibile, si è fatto totalmente vicino: qui inizia anche la sequela, che ci impegna ad essere e divenire ogni giorno discepoli, perché essere battezzati significa essere mandati. Oggi inizia la missione di Gesù, proprio qui al Giordano, mescolato alla folla di quanti si riconoscono peccatori e attendono il compimento della promessa di Dio. Oggi Gesù continua ad immergersi nelle nostre malattie e nei nostri drammi.